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    #37 - SMART CITY & SPS IPC DRIVE

    Smart grids: verso un futuro più verde grazie alla tecnologia blockchain?

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    Le città intelligenti del futuro faranno sempre più affidamento sulle energie rinnovabili per rispondere al loro fabbisogno energetico. Il costo delle energie pulite, infatti, continua a diminuire, sebbene la disponibilità di queste risorse rappresenti a tutt’oggi un problema. La tecnologia blockchain, però, può aiutarci a costruire reti elettriche intelligenti, dette smart grids, in grado di affrontare anche questa sfida, ossia di avvicinare la produzione energetica ai consumatori. In questo articolo presentiamo tre piattaforme che sfruttano questa tecnologia.

     

    In novembre, Lazard, una banca d’affari specializzata nella consulenza finanziaria, constatava che il costo delle energie rinnovabili non è mai stato così basso, al punto da essere, in certi casi, addirittura inferiore a quello degli idrocarburi. Per fare un esempio, nel corso degli ultimi quattro anni il costo dell’energia fotovoltaica si è abbassato del 36%. Attualmente, oscilla tra 46 e 53 dollari per MWh, meno rispetto al costo dell’energia prodotta usando il carbone, che si situa invece a 60 dollari. Ma la questione economica è solo una delle sfide da affrontare affinché le energie rinnovabili continuino a svilupparsi. La disponibilità delle energie solare e eolica, ad esempio, dipende dalle condizioni meteorologiche e la sua produzione fluttua a seconda del momento della giornata. Oltretutto, luoghi di produzione e di consumo di tali energie sono spesso molto lontani tra loro.

    La microrete

    Alla fine dell’anno scorso, il gigante dell’ingegneria Siemens e la start-up americana LO3 Energy si sono associati per sviluppare le vendite di energia tramite la tecnologia blockchain. Dall’aprile dello stesso anno, grazie a LO3, gli abitanti di Brooklyn, a New York, possono collegare i loro pannelli fotovoltaici ad una microrete elettrica. Questa microrete consente agli abitanti di comprare e vendere elettricità e, con l’ausilio della tecnologia blockchain, di accedere ad un registro delle transazioni chiaro, sicuro ed affidabile. Anche i vicini che non possiedono un pannello fotovoltaico possono peraltro comprare elettricità attraverso la microrete.

    Photo credit : Siemens

    Scott Kessler, direttore commerciale dell’impresa, afferma che, registrando tutte le transazioni, la blockchain dà ai piccoli produttori e ai compratori la possibilità di acquistare e vendere elettricità in funzione delle fluttuazioni della produzione e della domanda. I dispositivi di produzione e controllo che possono fare parte della microrete, inoltre, sono numerosi e non si limitano ai pannelli fotovoltaici.

    Stiamo mettendo a punto una piattaforma che svolge la funzione di marketplace per i dispositivi in rete. Secondo noi, la tecnologia blockchain è un protocollo di comunicazione efficace per questo genere di piattaforma.

    Kessler spiega che i sistemi tradizionali di gestione delle reti elettriche riposano principalmente su un organo di controllo centrale che cerca i dati all’interno della rete e li analizza per poi inviare ordini ai dispositivi detti periferici. Nel caso della blockchain, invece, poiché le informazioni sono accessibili in qualsiasi momento a tutti gli utilizzatori, la rete può essere amministrata in tempo reale direttamente tramite la marketplace, che è composta dall’insieme di tutti i dispositivi. Kessler è convinto che questa tecnologia ridisegnerà la mappa delle reti elettriche e accelererà l’avvicinamento geografico tra chi produce e chi consuma energia.

    Attualmente, il prezzo a cui viene acquistata l’energia di un piccolo produttore è lo stesso che viene praticato ai grossisti di energia. Un piccolo produttore potrà, al massimo, contare su qualche sovvenzione. È anche per questo che per noi è essenziale ridurre le distanze tra produzione e consumi. Grazie ad appositi sistemi di trasmissione energetica, la produzione locale può essere messa al servizio del mercato locale.

    Creare loop energetici locali

    LO3 Energy non è la sola impresa ad interessarsi alla tecnologia blockchain per accelerare la transizione verso un’energia più verde. Greenflex, che appartiene al gigante dell’energia Total, lavora attualmente insieme alla società di consulenza francese Blockchain Partner sul concetto di loop energetici locali. Lucas Elicegui, direttore dell’innovazione presso Greenflex, ci spiega:

    In futuro, la gestione dell’energia avverrà su scala locale, ma affinché ciò diventi realtà, dobbiamo ricorrere agli strumenti più idonei. Oggi, i rari produttori locali possono solo consumare loro stessi l’energia che producono oppure venderla alla rete di distribuzione nazionale.

    A questo proposito, Lucas Elicegui ci spiega che in realtà uffici e abitazioni dotati di pannelli fotovoltaici potrebbero utilizzare l’energia prodotta dagli uni e dalle altre in diversi momenti della giornata a condizione di essere collegati ad una microrete. Secondo lui, è più logico vendere l’energia in eccesso su scala locale piuttosto che venderla alla rete nazionale.

    È una situazione che offre vantaggi sia ai produttori sia ai consumatori. Puoi vendere energia a un prezzo superiore rispetto a quello al quale le reti di distribuzione sono disposte ad acquistarla. E il consumatore, dal canto suo, compra energia spendendo meno.

    Elicegui ci ricorda anche che i dati registrati da una blockchain indicano non solo le quantità di elettricità prodotte, ma anche le transazioni stesse, ossia chi si è impegnato a comprare energia, a che ora e a che prezzo. Queste informazioni sono gestite attraverso appositi software. Greenflex e Blockchain Partner sperano di mettere a punto un prototipo della loro piattaforma entro la fine dell’anno. I modelli Greenflex e LO3 Energy si prefiggono di rivoluzionare il mercato delle energie rinnovabili e di incoraggiare gli investimenti in tale direzione. Contemporaneamente, però, c’è anche un’altra impresa che punta sulla tecnologia blockchain per far sì che i produttori di energia abbiano accesso ai finanziamenti di cui hanno bisogno…

    Un sistema a gettoni

    Photo credits:   WePower

    Grazie ad un sistema “a gettoni” proposto dalla start-up lituana WePower, i grandi fornitori di energia ora possono prevendere energie rinnovabili direttamente ai consumatori prima ancora di aver costruito la centrale elettrica che produrrà tale energia. Il sistema a gettoni basato sulla tecnologia blockchain garantisce quindi ai fornitori di energia i finanziamenti di cui hanno bisogno e ai compratori prezzi d’acquisto più competitivi. Le imprese, in particolare, grazie a questo sistema possono acquistare energia “in anticipo” e assicurarsi in questo modo un approvvigionamento per il futuro di energie pulite a prezzi più bassi. Il presidente di WePower Artūras Asakavičius afferma che le sovvenzioni in favore delle energie rinnovabili si stanno riducendo e che le banche esigono un apporto di capitali propri sempre maggiore. Il sistema WePower consente a chi sviluppa unità di produzione elettrica di accedere ai capitali e al contempo aiuta le imprese a rispettare gli impegni presi in materia di energie rinnovabili. WePower ha già permesso a un cliente di preacquistare ben 1.000 megawatt di energia solare e ha in progetto di lanciare la propria piattaforma per l’anno prossimo.

     

     

    Testo tradotto dall’inglese da Manuel Corbelli

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