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    #35 - AUTONOMOUS VEHICLES

    FOCUS. V2X, il sistema di comunicazione che rivoluziona la guida autonoma

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    Immaginate un veicolo che, per evitare gli ingorghi stradali, sia in grado di scegliere il miglior itinerario possibile, o capace di andare da solo in officina per una riparazione o un controllo tecnico. Immaginate anche che possa comunicare con gli altri veicoli per ridurre il rischio di incidenti stradali. Immaginate infine che possa tenervi aggiornati sulle condizioni meteorologiche, la disponibilità di parcheggi ed eventuali pericoli presenti sul vostro percorso… Fatto? Benvenuti nel mondo delle automobili connesse V2X!  

     

    La tecnologia V2X (vehicle-to-everything), che include sia la comunicazione tra veicoli (V2V) sia tra veicoli e infrastrutture (V2I), consente alle autovetture di scambiare informazioni con l’ambiente circostante in maniera del tutto inedita. Rispetto alle videocamere e al telerilevamento laser (LIDAR), i sensori V2X coprono distanze maggiori, sono in grado di percepire un ostacolo anche all’esterno del loro campo visivo, ” vedono ” attraverso gli oggetti, possono scambiare informazioni in tempo reale con altri autoveicoli e con infrastrutture stradali e, per finire, sono in grado di effettuare diversi tipi di previsioni. I sensori V2X, peraltro, funzionano perfettamente in qualsiasi condizione di luminosità ed anche in caso di nebbia o pioggia.

    Una tecnologia rivoluzionaria

    Applicazioni tecnologiche/Per gentile concessione di Savari

    Technology application / Per gentile concessione di Savari

    I prototipi presentati di recente da BMW e Mercedes, dotati di radar, videosensori e Lidar, ci danno un’idea di quel che l’industria automotive del futuro ha in serbo per noi. I veicoli a guida autonoma non otterranno un’autorizzazione a circolare se non a condizione di garantire la massima sicurezza e per fare questo i fabbricanti del settore dovranno ricorrere alla tecnologia V2X. Ravi Puvvala, direttore generale dell’azienda californiana Savari che produce sensori V2X, spiega:

    La tecnologia V2X rivoluziona la ricerca nel settore dei veicoli a guida autonoma perché rappresenta un grande passo in avanti verso l’autonomia totale. Attualmente, in base ai criteri definiti dalla Society of Automotive Engineers, su una scala d’autonomia che va da 1 a 5 e in cui 5 corrisponde all’automobile a guida completamente autonoma, ci situiamo tra il livello 2 e il livello 3.

    La tecnologia V2X è già in circolazione

    V2X com cars (image)La tecnologia V2X, sviluppata da una decina d’anni dall’industria automotive, è già sulle nostre strade. I primi modelli dotati di questi sensori sono stati la Mercedes Benz Classe E, lanciata sul mercato nel 2017, e la Cadillac CTS Sedan. Tuttavia, lo sviluppo della tecnologia V2X ha dovuto fare i conti con un ostacolo imprevisto: la concorrenza di un’altra tecnologia.  In un primo tempo ricerca e implementazione si sono basate sul sistema DSRC, un derivato del WiFi 802.11, che trasmette messaggi di sicurezza elementari tra veicoli fino a 10 volte al secondo in un raggio di 300 metri. Il settore delle telecomunicazioni, però, ha proposto un’altra soluzione, che risponde al nome di C-V2X e che attualmente si avvale della 4G. Questo ulteriore sviluppo della tecnologia cellulare V2X rappresenta un vero progresso in quanto permette di accelerare notevolmente la trasmissione dati. Ma non solo… La soluzione C-V2X, infatti, che copre le comunicazioni V2V e V2I, in futuro potrà sfruttare la tecnologia 5G. Il sistema DSRC, dal canto suo, è certo già disponibile e a buon mercato, ma l’avvento della 5G gioca a suo sfavore. È la tecnologia C-V2X, di conseguenza, ad avere il maggior potenziale di sviluppo. Alain Dunoyer, direttore del dipartimento Guida Autonoma dello studio SBD con sede nel Regno Unito, afferma:

    I sistemi DSRC e C-V2X non sono interoperabili. Nel mondo dell’industria automobilistica è in corso un dibattito circa i punti di forza di ciascuno di questi due sistemi. È un processo cruciale perché tutti i fabbricanti vogliono adottare la stessa soluzione.

    Nel frattempo, negli Stati Uniti è in fase di studio un progetto di regolamentazione che prevede che tutti i veicoli vengano dotati di sistemi V2X. Gli operatori di telefonia mobile fanno pressione sulla National Transportation Highway Safety Administration affinché scelga la 5G al posto della DSRC e Qualcomm, il gigante dei chip e delle telecomunicazioni, ha già previsto di testare le tecnologie 5G e C-V2X in partenariato con LG nel primo semestre 2018.

    Un percorso pieno di insidie?  

    SW1000 NY traffic background/ Per gentile concessione di Savari (image)

    Sreet WAVE 1000 / Per gentile concessione di Savari

    A frenare l’ingresso sul mercato di queste tecnologie, e in particolare delle soluzioni C-V2X, non ci sono solo ostacoli tecnologici, ma anche finanziari. Costas Meimetis, direttore del dipartimento Product Strategy dell’azienda elvetica di semiconduttori u-blox, afferma:

    Ci troviamo di fronte al paradosso dell’uovo e della gallina. I vantaggi della tecnologia V2X saranno visibili solo nel momento in cui questo sistema di comunicazione sarà sufficientemente diffuso sul mercato, per cui l’interesse a far parte dei primi utilizzatori è scarso. Una regolamentazione in merito dovrebbe fornire la spinta necessaria affinché questa tecnologia si affermi.

    La sicurezza è un altro aspetto importante in quanto ogni dispositivo di comunicazione digitale installato in un veicolo rappresenta una potenziale minaccia. Dunoyer, della SBD, spiega:

    I cyber-rischi legati alla tecnologia V2X e alla guida autonoma sono enormi. Tutte le soluzioni V2X includono un certificato digitale per riconoscere i messaggi in provenienza da automobili sicure e ignorare quelli inviati da veicoli “malintenzionati”.   Ma gli hackers cercheranno sicuramente di attaccare i sistemi V2X e di aggirare i dispositivi di protezione.

    In futuro, i fabbricanti del settore automobilistico dovranno pensare agli aggiornamenti dei software nel momento stesso in cui progetteranno i loro modelli di automobile. L’aggiornamento a distanza, pensato in funzione della esigenze specifiche del veicolo, sarà indispensabile. Nonostante queste difficoltà, Ravi Puvvala intravede un futuro in cui la tecnologia V2X sarà sempre più presente.

    Entro il 2030, ci saranno in circolazione veicoli di ogni genere, il cui livello di automonia spazierà da 0 a 5. Tutti questi veicoli dovranno essere in grado di comunicare tra di loro in maniera perfettamente sicura. A quel punto la communicazione V2V e V2I sarà imprescindibile.

     

    Tradotto dall’inglese da Manuel Corbelli

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    About the Author

    Daniel Allen is a writer and a photographer. His work has featured in numerous publications, including CNN, BBC, The National Geographic Traveller.

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